Il mio primo firmacopie

Quasi quattro ore di sorrisi, racconti, battute, abbracci e strette di mano.
Quasi quattro ore ho trascorso ieri mattina alla Libreria Chiara e Stefy di Bachisio Medde, a Ghilarza, a chiacchierare con persone che non conoscevo e che sono venute lì per me, e con altre che sono entrate per caso e si sono incuriosite, decidendo di fermarsi ad ascoltarmi.

Entusiasmo e felicità mentre scrivo la dedica a una mia lettrice.
Entusiasmo e felicità mentre scrivo la dedica a una mia lettrice.

Chiacchierare. Perché per me il firmacopie è soprattutto questo. Di dediche ne ho scritte tante, ma quello che ho fatto la maggior parte del tempo è stato chiacchierare, sorridere, stringere mani. Ho parlato, parlato e parlato per tutta la mattina, ed è questo che ho amato del mio primo firmacopie: poter raccontare in modo diretto, a ogni persona, il mio Mari Ermi, trasmetterne le atmosfere, comunicarne il respiro che anima i personaggi; poter raccontare, soprattutto, la mia passione per la scrittura. E io ce l’ho messa tutta, con tutto il mio entusiasmo e la mia gioia di essere lì, senza allontanarmi nemmeno un attimo dalla scrivania, sedendomi solo per scrivere le dediche, sorseggiando dell’acqua in pochi momenti rubati, perché adoro il tempo che posso dedicare di persona a tutti coloro che hanno voglia di scambiare quattro chiacchiere con me.
Ho trovato nei miei conterranei del posto persone affabili, calorose, curiose. Sono davvero grata a chi è venuto in libreria per me e a chi, entrato per caso, ha deciso di dare fiducia a Mari Ermi.
E sono profondamente grata al Signor Bachisio Medde, nel quale, tra l’altro, vivono un entusiasmo e una generosità più uniche che rare. La piantina che vedete in foto nella galleria è un suo regalo, come è stata un suo regalo l’opportunità di realizzare questo firmacopie che ha offerto a Mari Ermi nuove possibilità di comunicare con i suoi lettori e di farsi strada in un mondo tanto complicato quando straordinario.

Ieri sono tornata a casa con tre scatoloni vuoti, esausta, sì, ma soprattutto felice.

Se hai piacere di vedere altri scatti di questa mattinata, visita la galleria fotografica dedicata a Mari Ermi cliccando qui. 😉

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Condividi:

Seratona online con Edizioni Convalle

Ieri davvero una seratona sulla pagina Facebook di Edizioni Convalle! 😃

Durante una diretta spumeggiante la mia editrice, accompagnata dall’autore Stefano Buzzi, ha presentato anche Mari Ermi, leggendo peraltro uno dei passi a cui tengo di più. 💙

Volevo ringraziare Stefania Convalle e Stefano Buzzi per le splendide parole che hanno speso nei miei confronti. Sentire un passo del mio libro letto da Stefania è stata davvero una grande emozione. 📖❤️

Se vi va, io vengo introdotta al minuto 30.00, con alcuni accenni al Salone di Torino, mentre si parla più diffusamente del mio romanzo a partire dal minuto 1.07.00. 🔖😃

Vi consiglio comunque di ascoltare tutta la diretta, che non solo è molto divertente e ricca di spunti di riflessione, ma offre anche uno spaccato di quanto sia bella questa realtà di Edizioni Convalle! 😉

https://fb.watch/dy7Vl6NhaJ/

Stefania Convalle e Stefano Buzzi durante la diretta del 9 giugno 2022 sulla pagina Facebook di Edizioni Convalle.
Stefania Convalle e Stefano Buzzi durante la diretta del 9 giugno 2022 sulla pagina Facebook di Edizioni Convalle.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Condividi:

Pagine ingiallite dal tempo e odore che sa di storia e di emozione

The Grapes of Wrath, John Steinbeck. Prima edizione, prima stampa.
Che gioia averla!
The Grapes of Wrath, John Steinbeck. Prima edizione, prima stampa.
Che gioia averla!

Nell’aprile 1939 il libro che vedete nelle foto usciva dalla Viking Press di New York e consegnava al mondo per la prima volta una delle storie più universali che siano mai state scritte.

Le vicende dei Joad, famiglia di migranti; il ritratto vivissimo e terribile dell’America degli anni Trenta (e, purtroppo, di dinamiche umano-sociali costanti in ogni epoca e luogo); la natura onnipresente, incessante, implacabile raccontata con accostamenti di parole dal potere immaginifico mozzafiato: The grapes of wrathFurore in Italia – conquista, impressiona, emoziona, commuove, fa riflettere. È un romanzo di una potenza incredibile, uno di quei capolavori che non fai fatica a definire “il libro della vita”. Mentre lo leggevo, nel giugno dell’anno scorso, ero senza fiato a ogni pagina.

Potete dunque immaginare la mia emozione quando, al Salone del Libro, ho visto questa edizione nelle teche di Libraccio. Una prima edizione, prima stampa: quella che Steinbeck aveva tra le mani quando uscì il suo capolavoro.
Ottantatré anni sono passati, e da allora questa copia si è mossa nel tempo e nello spazio; nel raccontare una storia si è rivestita di una storia, e io mi chiedo dove, come, quanto, attraverso chi ha viaggiato prima di approdare tra le mie mani. Sono domande che mi affascinano e alle quali non avrò mai risposta, ma non importa, perché mi bastano due certezze: questa copia è uscita dalla Viking Press nell’aprile del 1939; questa copia è arrivata al Salone Internazionale del Libro 2022 a Torino. E a quel punto ha incontrato me.

È difficile descrivere a parole l’emozione che provo nel tenere tra le mani una prima edizione di The Grapes of Wrath. Le pagine sono ingiallite ma ancora ben salde, e l’odore è quello che solo i libri antichi possono portare con sé: un odore che sa di storia, di cose magiche e perenni, di sentimento. Un odore che ricorda quanto i mondi di parole riescano a creare e quanto riescano a durare nel tempo, più di qualunque altra cosa.

E allora cerco di condividere queste emozioni mostrandovi l’edizione con qualche scatto: il libro nella sua sovraccoperta con il notissimo disegno; le diciture “First Edition” nell’aletta interna della sovraccoperta e “First published in april 1939” alla pagina del copyright; la dedica; la prima pagina; un passo descrittivo del capitolo 6 che mi aveva coinvolto tanto; le celeberrime parole pronunciate da Tom nel capitolo 28; la pagina conclusiva; il libro senza sovraccoperta.

Non trovate anche voi che questa prima edizione sia bellissima?

La prima edizione di The Grapes of Wrath - Il libro nella sua sovraccoperta (fronte).
La prima edizione di The Grapes of Wrath - Il libro nella sua sovraccoperta e le pagine ingiallite dal tempo.
La prima edizione di The Grapes of Wrath - La dicitura “First Edition” nell’aletta interna della sovraccoperta.
La prima edizione di The Grapes of Wrath - A sinistra la dicitura “First published in april 1939” alla pagina del copyright; a destra la dedica.
La prima edizione di The Grapes of Wrath - L'incipit.
La prima edizione di The Grapes of Wrath - Un passo descrittivo del capitolo 6 che mi ha coinvolto tanto.
La prima edizione di The Grapes of Wrath - Le celeberrime parole pronunciate da Tom nel capitolo 28.
La prima edizione di The Grapes of Wrath - La pagina conclusiva.
La prima edizione di The Grapes of Wrath - Il libro nella sua sovraccoperta (retro).
La prima edizione di The Grapes of Wrath - Il libro senza sovraccoperta.
La prima edizione di The Grapes of Wrath insieme al certificato della libreria "Strand" di New York.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Alla storia intramontabile raccontata in Furore e allo splendore della scrittura di John Steinbeck ho dedicato un articolo qui. 😉

Condividi:

Il mio primo Salone del Libro

Con la testa che gira e con il cuore pieno di gioia.

La mia prima dedica al Salone del Libro 2022. Che emozione!
La mia prima dedica al Salone del Libro 2022. Che emozione!
😍
✨
📚

Non è facile riordinare le idee dopo un fine settimana così intenso.

Quella al Salone Internazionale del Libro è stata un’esperienza indimenticabile, specialmente nell’emozione di poterla vivere al quadrato, come lettrice e come autrice. Come autrice soprattutto, in realtà, dato che ho trascorso felicemente gran parte del tempo allo stand Edizioni Convalle.

E che tempo, che ore stupende! Ore intense, fatte di un lavoro che ho vissuto come un gioco, mentre entusiasmo e fatica si mescolavano in un vortice irrefrenabile nel quale mi sono tuffata per tutto il weekend.

Ho parlato di Mari Ermi con tante persone, realizzando quanto fosse bello raccontare del romanzo a chi si mostrava di volta in volta incuriosito, interessato, anche intrigato. Ho firmato diverse dediche. Le prime con la mano tremante, con le labbra sempre pronte a soffiare per paura che l’inchiostro sbavasse. Ho scattato foto piene di gioia con perfetti sconosciuti. Ho incontrato e abbracciato dal vivo persone che avevo conosciuto attraverso uno schermo. E un pochino mi ha stupito, la spontaneità e il calore reciproco di tutti questi abbracci. Ho provato di nuovo la felicità di abbracciare le persone con spensieratezza, e già solo per questo il Salone è valso tutto. ❤️

Ho conosciuto altri autori della mia casa editrice: tutte persone simpatiche e alla mano, con cui è stato bello chiacchierare e scherzare. Ho conosciuto, soprattutto, la mia fantastica editrice, Stefania Convalle, che è proprio come la immaginavo, tosta e generosa, e ho conosciuto Giuseppe Murru, persona di rara gentilezza e simpatia.

📚

E poi ho vagabondato tra gli stand; ho visto libri, colori e tante cose meravigliose. Il Salone è un posto immenso e non sai davvero dove girarti. Vorresti guardare e toccare tutto. Ho trascorso momenti memorabili dalle parti di Libraccio, nella sezione dei libri rari e introvabili, davanti ad alcune teche dalle quali ho portato via un ricordino niente male, un cimelio, uno Steinbeck che fa venire i brividi a guardarlo e a toccarlo.

😃

Sto ancora cercando di riordinare le foto e le idee. Perché il Salone del Libro è un delirio: ti ci perdi e ti senti felice, e quando poi ne esci, confuso per la gioia e la stanchezza, colmo di sollievo e nostalgia insieme, hai testa e cuore increduli e grati che tanta bellezza possa esistere. ✨📚

E allora grazie infinite alla mia casa editrice, che mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza, e come sempre grazie a Matteo, che mi ha accompagnato e ha vissuto con me queste emozioni indimenticabili. ✨

Se hai piacere di vedere altri scatti di queste giornate, visita la galleria fotografica dedicata a Mari Ermi cliccando qui. 😉

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Condividi:

Tra il verde, l’azzurro e l’arancio

Io, il mio romanzo Mari Ermi e i colori della campagna.

🌱💙 Tra il verde e l’azzurro io non ho mai saputo scegliere.
In Sardegna ci sono cresciuta, con questi colori: abituata a correre in mezzo all’erba, a sedermi per terra in campagna, a perdermi davanti a cieli sconfinati, a esplorare fondali di acque cristalline. 🌊
Amo il verde e l’azzurro perché richiamano in me un senso di libertà, di quella libertà che solo una natura selvaggia e incontaminata può dare. Hanno fatto parte della mia vita fin da quando ero bambina insieme all’arancione, il colore del tramonto e il colore delle arance, un frutto che amo, dolce anche quando è aspro, profumato come nessun altro al mondo. 🧡
🍀
Nella foto qui sopra, scattata nella campagna romana, questi colori mi circondano, e proprio questi colori tengo in mano nella copertina di un libro, un libro che ho scritto io – proprio io! – e che circa dieci giorni fa, dopo un percorso ricco di entusiasmo, fatica e mille altre sfumature, ha visto la luce. ✍️📘
E allora oggi, circondata da questi colori, voglio dire chiaramente qual è la cosa più importante che ho imparato dalle mie esperienze in questi anni: credere sempre in sé stessi e non smettere mai, nemmeno per un secondo, di inseguire i sogni. 💫🌿

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Condividi:

Un esperimento di scrittura in diretta

Durante la diretta di ieri sulla pagina Facebook di Edizioni Convalle, la scrittrice ed editrice Stefania Convalle ha proposto a noi presenti un esperimento di scrittura decisamente insolito.

Quaderno, matita e dizionario dei sinonimi e contrari: gli strumenti di scrittura che amo.
Strumenti di scrittura che amo.

All’inizio della diretta ci ha mostrato alcuni oggetti che avevano lo scopo di stuzzicare la nostra fantasia, far scattare qualcosa in noi: un lavavetri, una campana tibetana, una matrioska, una rosa essiccata, una vecchia tessera del tram, un libro di poesie dalle pagine ingiallite, una penna d’oca, un pendolino. Dopo averceli mostrati, Stefania ci ha invitato a scrivere un racconto che ruotasse attorno a uno o a più di uno di questi oggetti. Attenzione però, perché qui entra in gioco la parte interessante: il tempo per produrre questo scritto era di soli quindici minuti.

Quindici minuti sono davvero pochi, lo sanno tutti. Come si fa a mettere su qualcosa di concreto in così poco tempo? Me lo sono chiesta diverse volte – sì, l’idea decisamente solleticava la mia curiosità – prima che la diretta iniziasse e anche dopo, quando mi sono collegata con una forte intenzione di partecipare ma con molti dubbi sulle mie possibilità di produrre qualcosa di anche lontanamente decente. Io comunque ci provo, mi sono detta. Al massimo poi lascio perdere e non invio nulla.
Ma non avevo idea di cosa sarebbe successo non appena è partito il tempo.

L’esperimento si è mostrato subito una vera e propria sfida, una leva che spinge lo scrittore a un’esaltante gara con se stesso. In quel momento, con addosso la pressione del tempo che scorreva, ho sentito che potevo e che dovevo farcela, e mentre il cuore buttava fuori la prima cosa che gli veniva spontanea scegliendo per me la penna d’oca, le dita correvano sulla tastiera e la mente lavorava e fremeva in cerca delle parole migliori per completare le frasi.
Con mia grande sorpresa, al tredicesimo minuto mi sembrava di aver concluso. Non ho avuto il tempo di rileggere e forse è stato meglio così, perché tutto quello che ho scritto è venuto da dentro. Alcuni minuti dopo, quando ho ascoltato il mio racconto letto da Stefania Convalle, ho provato uno strano senso di soddisfazione: ce l’avevo fatta per davvero!
E quel breve testo buttato giù in quindici minuti adesso è lì, in un nuovo file word che si è aggiunto con orgoglio ai file nella cartella dei miei scritti. Non lo modificherò, non lo ritoccherò. Lo lascerò lì e ogni tanto lo leggerò di nuovo, per non dimenticare quanto sia importante partecipare a queste iniziative che, pur nella loro semplicità, danno tantissimo, e per ricordare ciò che siamo in grado di fare quando vogliamo – se vogliamo.
Ho riflettuto molto, dopo la diretta di ieri: ho riflettuto sul valore del tempo e ho riflettuto sulla bellezza della scrittura creativa unita alla spontaneità.

Grazie infinite, dunque, a Stefania Convalle, che è davvero un vulcano di idee e che ci ha proposto un esperimento così intelligente e stimolante – esperimento decisamente riuscito, peraltro, dato che ben venticinque partecipanti hanno inviato un loro testo, e che tante idee e tante storie interessanti hanno preso vita durante questa serata.

Lascio qui il link della diretta: recuperatela, vale davvero la pena!
https://fb.watch/aQ8OYmXEge/
Il mio racconto, se vi va, comincia al minuto 34.30.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Condividi:

Natale, Sardegna, libri

I colori verde e arancio in uno degli agrumeti di famiglia in questo periodo. Bellissimi!
Quanto mi piace passeggiare negli agrumeti di famiglia nei tiepidi pomeriggi invernali!

Amo tornare nella mia Sardegna per Natale. Gli agrumeti di famiglia verdi e dorati, il fuoco nel camino, le arance e i clementini a volontà, l’albero e il presepe sempre accesi, la gustosissima cucina sarda…

Leggere e scrivere vicino al fuoco, in particolare, sono tra le mie attività preferite di sempre.

Camino acceso e agrumi... Che pace!
Camino acceso e agrumi… Che pace!

Quest’anno, poi, è stato un Natale decisamente colorato dai libri, perché ho deciso di regalarne ad ogni membro della mia famiglia.
Per mia sorella ho scelto Il maialino di Natale, recente pubblicazione di J.K. Rowling che, tra l’altro, lei ha già divorato (!) e che incuriosisce tantissimo anche me.
A mia madre, insieme al mio fidanzato e ai miei fratelli, abbiamo regalato tre romanzi capolavoro di John Steinbeck: si tratta di Furore, Uomini e topi e La valle dell’Eden – storie splendide e intramontabili, meravigliose da avere in libreria.
Libri dal sapore americano anche per mio padre e per miei fratelli: papà ha ricevuto Questa è l’America di Francesco Costa, strumento che credo possa esaudire molte curiosità, mentre ai miei fratelli ho preso un thriller di Michael Connelly ciascuno – ovviamente con il mitico Harry Bosch!

Libri del Natale 2021: Dio di illusioni di Donna Tartt.

Quanto a me, sono stata più che felice di ricevere da parte dei miei genitori Dio di illusioni di Donna Tartt, un romanzo che mi chiamava da un po’ e che mi sembra perfetto per iniziare il mio 2022 di letture: ambientazione americana e cultura classica (soprattutto greca) alla base di una trama che sembra davvero intrigante!

Ho tanti desideri di lettura per l’anno in arrivo, e tra questi spicca proprio il proseguimento del mio viaggio nella letteratura americana – una passione che va avanti negli anni e che di recente ha visto aggiungersi John Steinbeck alla lista dei miei autori del cuore – e, naturalmente, quello nella letteratura italiana: in particolare, su questo fronte mi sono prefissata di dedicare un po’ di tempo alla scoperta di Grazia Deledda, una scrittrice che mi affascina moltissimo ma che non ho mai approfondito come si deve; mi chiama da un po’, e sono certa che l’amerò davvero tanto.
E ho usato questo verbo – chiamare – perché nel mio rapporto con i libri sono essenziali quelle che considero delle vere e proprie “chiamate”, da parte di scrittori o di opere particolari: ciò significa che, come sempre, nella scelta delle letture mi farò guidare dalle sensazioni del momento, dai desideri che proverò davanti alla libreria e dalle emozioni che avrò bisogno di provare.

Nel frattempo, comunque, continuo a godermi queste atmosfere natalizie e librose che scaldano il cuore.

Buone feste a tutti!

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Condividi:

Di cose d’autunno

Ho sempre amato moltissimo l’autunno. Le mille sfumature rosso-arancio, le piogge delicate ispiratrici di scrittura, le castagne, le tisane, le cioccolate calde, l’arrivo dei primi mandaranci… L’autunno sembra vivere di calma e d’incanto; tutto è più lento, più dolce, e nel guardarci attorno riusciamo a cogliere ovunque – più che nelle altre stagioni – la grande bellezza insita nella semplicità: basti pensare alle passeggiate silenziose nella natura o al tepore di una copertina sul divano.

E non solo. Anche scrittura e lettura, infatti, in autunno si permeano di una magia speciale – forse perché, imbevendosi della pace attorno a loro, riescono a infondere pace nel modo più caldo possibile.

Di cose d'autunno: momento coccola con Gilmore Girls, libri, quaderni, divano e copertina.
Momento coccola autunnale: Gilmore Girls, libri, quaderni, divano e copertina.

Quest’anno, poi, mi sento davvero immersa in quest’atmosfera anche grazie a un appuntamento quotidiano con due storie che mi stanno accompagnando lungo ottobre e novembre.

Ho scoperto una serie tv che compie vent’anni e che io, pur conoscendola, non avevo mai visto prima. Si tratta di Gilmore Girls, brillante lavoro che segue le vicende di Lorelai e Rori, una madre e una figlia con un rapporto speciale fondato non da ultimo sui loro scambi di battute argute. È una serie intelligente, divertente, profonda e ottimista, ed è perfetta per l’autunno anche per l’ambientazione, una piccola cittadina americana nel Connecticut dove tutti si conoscono: l’atmosfera della piccola comunità, della quale ci sentiamo subito parte, sembra spandersi tutto intorno a noi, e in un attimo ci troviamo a passeggiare insieme alle protagoniste su quelle strade calorose, entriamo da Luke’s per un buon caffè e chiacchieriamo coi simpatici personaggi secondari, che ci sembra di conoscere da sempre. Impossibile, poi, non avere un debole anche per i genitori di Lorelai, Richard e soprattutto Emily, così orgogliosa, così fiera, così senza tempo.

Ho iniziato la serie il primo giorno di ottobre, e posso dire che Gilmore girls è diventata subito il mio momento coccola di questo autunno: ormai è quasi un rito guardarne una puntata dopo cena, nel tepore del divano con cioccolata e copertina.

Sul fronte letture sto procedendo con molta calma, e mi sono immersa in un libro delicato e rilassante, Anne di Tetti Verdi. La storia, meglio nota in Italia con il titolo Anna dai capelli rossi, la conosciamo tutti, ma leggerla nel libro è una continua sorpresa, tanto che, dopo averlo iniziato, ho deciso che avrei proseguito la lettura a piccole dosi, un capitolo al giorno. Perché è come una storia a puntate, da gustare una per una, e perché è un romanzo che fa bene, che aiuta a ricordare quanto belle siano le piccole (grandi) cose.
La voce sempre appassionata di Anne, che esprime verità universali in un modo così ingenuo e autentico, si unisce alle splendide ambientazioni campagnole e ci spinge a guardarci attorno un po’ meglio ogni giorno, ricordandoci di prestare attenzione a quella bellezza che è sempre vicina ma che spesso ci sfugge.

Di cose d'autunno: la mia copia di Anne di Tetti Verdi circondata da una calorosa atmosfera giallo-arancio.
La mia copia di Anne di Tetti Verdi circondata da una calorosa atmosfera d’autunno.

Per questi motivi credo che Anne di Tetti Verdi sia consigliatissimo davvero per tutti, grandi e piccini.

L’edizione nella foto, a cura di Enrico De Luca, mi piace tantissimo anche per l’ottimo apparato di note, che forniscono diverse informazioni utili e chiariscono molte piccole cose, come i numerosi riferimenti letterari presenti nel testo.

Mi viene spontaneo, a questo punto, concludere con una citazione tutta autunnale tratta proprio da Anne:

Ottobre fu un mese meraviglioso a Tetti Verdi, quando le betulle nella valle divennero dorate come la luce del sole e gli aceri dietro al frutteto erano di un regale cremisi e i ciliegi selvatici lungo il viale indossarono le più belle tonalità di rosso scuro e verde bronzo, mentre i campi si crogiolavano al sole. Anne festeggiò per quel mondo di colori attorno a lei. «Oh, Marilla», esclamò un sabato mattina, mentre entrava in casa danzando con le braccia piene di rami stupendi, «sono così felice di vivere in un mondo in cui ci siano i mesi di ottobre […]».

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi leggerne altri simili, visita la sezione “diario” del blog cliccando qui. 🙂

Condividi:

Primi esperimenti Dobson + Reflex. Scatti estate 2021

La tecnica va senza dubbio migliorata, e le immagini non rendono né l’idea né l’emozione (specie per quanto riguarda Giove), ma avevo voglia di condividere qui sul blog i miei primi esperimenti fotografici sul cielo notturno.

Luna intorno al primo quarto.
Luna piena.
La Luna, piena nello scatto a sinistra, intorno al primo quarto in quello a destra.
Saturno.
Saturno.
Giove.
Giove.

Se ti piacciono gli articoli fotografici, puoi trovarne un altro qui. 🙂

Condividi: