Nella Sardegna pastorale di inizio Novecento, il protagonista Elias, personaggio fragile e tragico, si innamora della promessa sposa del fratello: la lotta interiore in cui sprofonda, combattuta contro desiderio e senso di colpa e caratterizzata da un intersecarsi di pulsioni e stati d’animo, si innesta sulla forza dei vincoli familiari, sul peso delle convenzioni sociali e sul condizionamento pervasivo della religione.
Nel frattempo, riecheggia nella storia un paesaggio dalla voce ancestrale, che incornicia stati d’animo quanto riti e tradizioni, il tutto raccontato con una scrittura di straordinario vigore, nutrita di un linguaggio di vibrante espressività.
E così, nella carica patetico-emozionale di queste pagine, e attraverso una finissima analisi psicologica del protagonista, Grazia Deledda trasforma una trama semplice in un’indagine profonda sul conflitto tra desiderio e morale, e una vicenda individuale ambientata nella campagna sarda assume i connotati di tragedia universale.
[A “Elias Portolu” ho dedicato un video sul mio canale YouTube, a questo link]