Scopri Mari Ermi

Questo libro è per chi ha un sogno.
Per chi combatte ogni giorno per realizzarlo e per chi ha perso la fiducia e ha bisogno di ritrovarla. 🌱

In lettura

La campana di vetro
Sylvia Plath
DAL BLOG

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Sembra ti si stringa addosso, la Città di polvere di Hayley Scrivenor

Sembra di vederli, i personaggi di Hayley Scrivenor. Mentre salgono in macchina, mentre prendono dei salatini dalla cucina, mentre si «continua a leggere»

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Libri del cuore

Ecco una lista di libri che, per un motivo o per l’altro, hanno un posto speciale nel mio cuore:

  • I miserabili, Victor Hugo
  • Martin Eden, Jack London
  • Via col vento, Margaret Mitchell
  • Dialoghi con Leucò, Cesare Pavese
  • Furore, John Steinbeck
  • L’isola di Arturo, Elsa Morante
  • Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas padre
  • Harry Potter, J.K. Rowling
  • Il signore degli anelli, J.R.R. Tolkien
  • La memoria del topo, Michael Connelly
  • Piccole donne, L. M. Alcott
  • I ragazzi della via Pál, F. Molnair
  • Cime tempestose, Emily Brontë

Letture recenti

Natura morta
Louise Penny

Mi sembra incredibile che questo libro sia stato pubblicato, ancora più incredibile che sia passato tra le mani di un editor. La trama è sconnessa, la scrittura confusa. I personaggi sono tremendi, quasi tutti macchiette, alcuni stereotipati all’inverosimile. Le motivazioni dell’assassino sono così deboli da essere pressoché prive di logica. Quasi niente è credibile. Verso la fine c’è una scena d’azione che risulta semplicemente ridicola, assurda. Oltretutto, è estremamente fastidioso che numerosi temi importanti vengano buttati lì e poi lasciati a se stessi, come se servissero giusto a fare presenza (due su tutti, la discriminazione e il contrasto tra le comunità francofone e anglofone del Québec).

Ma tutto questo è niente in confronto alla terribile, penosa gestione del punto di vista: gli sbalzi sono così continui e così caotici che a tratti mi veniva la nausea, e non so se mi abbia irritato di più l’effetto alla lettura o la consapevolezza che questo libro è stato davvero pubblicato – così, in questo modo.

Città di polvere
Hayley Scrivenor

Sembra di vederli, i personaggi di Hayley Scrivenor. Mentre salgono in macchina, mentre prendono dei salatini dalla cucina, mentre si mettono uno zaino in spalla. È il grande punto di forza della sua scrittura: tutto in Città di polvere appare estremamente reale. I gesti, la quotidianità. L’ambientazione, così vivida e desolata, che non solo partecipa alla storia, ma la dirige, la orienta, la condiziona pesantemente.
È un romanzo intenso, magnetico e allo stesso tempo claustrofobico, che trasmette come solo i migliori libri fanno.

[Di Città di polvere ho parlato qui]

L'amante giapponese
Isabel Allende

Titolo e copertina possono fuorviare: il libro è in realtà la storia di due famiglie attraverso più generazioni; è ambientato principalmente negli Stati Uniti e parla soprattutto di immigrazione, di adattamento in un’altra cultura, di vecchiaia.
L’ho trovato molto particolare, col pregio di raccontare un evento storico che non viene spesso raccontato – l’internamento degli Issei e degli Nisei negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Mi colpisce come Allende riesca a intrattenere senza quasi usare i dialoghi; di contro, però, la lettura non è riuscita a trasmettermi particolari emozioni, e non so bene se nel tempo mi resterà qualcosa di questi personaggi.

DALLA LIBRERIA

In lettura

La campana di vetro
Sylvia Plath

Letture recenti

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Louise Penny

Mi sembra incredibile che questo libro sia stato pubblicato, ancora più incredibile che sia passato tra le mani di un editor. La trama è sconnessa, la scrittura confusa. I personaggi sono tremendi, quasi tutti macchiette, alcuni stereotipati all’inverosimile. Le motivazioni dell’assassino sono così deboli da essere pressoché prive di logica. Quasi niente è credibile. Verso la fine c’è una scena d’azione che risulta semplicemente ridicola, assurda. Oltretutto, è estremamente fastidioso che numerosi temi importanti vengano buttati lì e poi lasciati a se stessi, come se servissero giusto a fare presenza (due su tutti, la discriminazione e il contrasto tra le comunità francofone e anglofone del Québec).

Ma tutto questo è niente in confronto alla terribile, penosa gestione del punto di vista: gli sbalzi sono così continui e così caotici che a tratti mi veniva la nausea, e non so se mi abbia irritato di più l’effetto alla lettura o la consapevolezza che questo libro è stato davvero pubblicato – così, in questo modo.

Città di polvere
Hayley Scrivenor

Sembra di vederli, i personaggi di Hayley Scrivenor. Mentre salgono in macchina, mentre prendono dei salatini dalla cucina, mentre si mettono uno zaino in spalla. È il grande punto di forza della sua scrittura: tutto in Città di polvere appare estremamente reale. I gesti, la quotidianità. L’ambientazione, così vivida e desolata, che non solo partecipa alla storia, ma la dirige, la orienta, la condiziona pesantemente.
È un romanzo intenso, magnetico e allo stesso tempo claustrofobico, che trasmette come solo i migliori libri fanno.

[Di Città di polvere ho parlato qui]

L'amante giapponese
Isabel Allende

Titolo e copertina possono fuorviare: il libro è in realtà la storia di due famiglie attraverso più generazioni; è ambientato principalmente negli Stati Uniti e parla soprattutto di immigrazione, di adattamento in un’altra cultura, di vecchiaia.
L’ho trovato molto particolare, col pregio di raccontare un evento storico che non viene spesso raccontato – l’internamento degli Issei e degli Nisei negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Mi colpisce come Allende riesca a intrattenere senza quasi usare i dialoghi; di contro, però, la lettura non è riuscita a trasmettermi particolari emozioni, e non so bene se nel tempo mi resterà qualcosa di questi personaggi.