Il castello azzurro Lucy Maud Montgomery

Ambientato negli anni Venti del XX secolo nel Muskoka, una zona dell’Ontario (Canada), Il castello azzurro ci racconta una storia piacevole e leggera quanto profonda e ricca di significati.

La protagonista, Valancy, è profondamente infelice per la monotonia e la rigidità di una vita imposta, dove ci si imprigiona in obblighi e costrizioni in nome di una grigia rispettabilità, dove ci si mette da parte per compiacere gli altri e dove anche gli ambienti fanno da specchio alla tristezza, mentre l’unica speranza sono le fughe immaginarie dalla realtà. Una notizia terribile però la scuote, spingendola per la prima volta ad ascoltarsi: così, Valancy fa appello a tutta la sua audacia e determinazione allo scopo di trasformare la propria vita, in una ricerca di indipendenza e di libertà che ben presto si lega da una parte al sentimento per un’altra persona, dall’altra all’idea di una spensierata semplicità a contatto con la natura.

Una storia che con ironia arguta e sorridente denuncia le rigidità, le apparenze e le ipocrisie di una società dominata dai pregiudizi (sulle donne in particolare), toccando al contempo tanti altri temi: l’effetto paralizzante della paura; il potere dell’immaginazione e il ruolo dei libri nel permetterci di evadere; la necessità del prendersi cura di qualcuno; il coraggio di ascoltarsi e di rompere gli schemi; i benefici imprescindibili di un rapporto profondo con la natura – natura raccontata, peraltro, con profonda sensibilità evocativa.