L'anno in cui Angelo conobbe suo padre Maura Hary

Piemonte, Valle Cervo, 1858. Angelo, ragazzino di dieci anni curioso e sensibile, trascorre le giornate tra giochi e vita familiare, tra l’attaccamento ancora fanciullesco alla madre e un acceso desiderio di crescere, che si traduce anche nel tentativo di ricostruire la figura del padre, morto nella battaglia di Novara (1849). Piano piano, nell’intreccio tra gli eventi del microcosmo del borgo e i racconti della madre, che dà voce a ricordi personali quanto alle lettere del marito scritte dal fronte, Angelo matura nuove consapevolezze che costituiranno il suo primo passo oltre la soglia dell’infanzia.

Attingendo a preziosi materiali di famiglia e alla tradizione orale, Maura Hary fa rivivere tra queste pagine il suo trisnonno Angelo Boggio Bertinet e il padre di lui, Pietro Antonio, intessendo una storia delicata nel tono ma al contempo concreta, capace di restituire – anche grazie al lessico preciso, impreziosito da voci dialettali – l’autenticità della vita nel territorio, della quale rievoca con grande efficacia i ritmi scanditi dalle stagioni, la semplice ritualità del quotidiano e l’immaginario collettivo di credenze antiche.
Sullo sfondo riflessioni sulla tragedia della guerra e sul valore dell’istruzione, della comunità e della memoria.