La storia di una piccola comunità dell’Alabama lungo gli anni ’30-’40.
Sembra di essere lì con loro.
Tanti personaggi, tante storie, tanti temi toccati da vicino o sfiorati con leggerezza.
Tutto quello che devi fare è sederti alla macchina da scrivere e sanguinare. (E. Hemingway)
Tutto quello che devi fare è sederti alla macchina da scrivere e sanguinare. (E. Hemingway)
È il mio terzo libro di Murakami, dopo Norwegian wood, che mi aveva lasciato piuttosto perplessa, e 1Q84, che invece mi era piaciuto tantissimo.
Purtroppo La ragazza dello Sputnik non mi ha entusiasmato.
La storia non mi ha preso granché; i personaggi, così “distanti”, mi hanno coinvolto poco.
Resta comunque indiscussa l’abilità di Murakami nel creare atmosfere oniriche.