Sembra di vederli, i personaggi di Hayley Scrivenor. Mentre salgono in macchina, mentre prendono dei salatini dalla cucina, mentre si mettono uno zaino in spalla. È il grande punto di forza della sua scrittura: tutto in Città di polvere appare estremamente reale. I gesti, la quotidianità. L’ambientazione, così vivida e desolata, che non solo partecipa alla storia, ma la dirige, la orienta, la condiziona pesantemente.
È un romanzo intenso, magnetico e allo stesso tempo claustrofobico, che trasmette come solo i migliori libri fanno.
[Di Città di polvere ho parlato qui]