A causa di un’enorme, misteriosa parete che all’improvviso la separa dal resto del mondo, una donna si trova isolata in montagna con un cane, una gatta e una mucca, senza possedere più nulla di quanto in quarant’anni aveva formato la sua vita.
Nella cronaca della sua sopravvivenza – cronaca in cui l’ascolto dei ritmi della natura e il legame con gli animali fanno da profondissimo ed emozionante filo conduttore – trovano posto riflessioni che concernono il rapporto mente-corpo, il concetto di tempo, l’inevitabilità e il potere salvifico dell’amare, la relazione tra l’uomo e la natura, il lavoro come autodifesa e il condizionamento operato sull’essere umano da alcuni attributi che lo differenziano dagli altri animali, come la tendenza a razionalizzare o il senso della responsabilità.